La mancanza di cultura digitale in Italia

 

 

Un’interessante inchiesta del Il Sole 24 Ore, indaga sul rapporto che intercorre tra siti web dichiarati e siti funzionanti: i dati emersi, indicano come le start up nostrane, non siano propriamente inclini ad un’adeguata comunicazione digitale.

Solo un’azienda su due, ha un sito funzionante, la ricerca condotta da Instilla indica che su un totale di 7.568 imprese iscritte nel registro delle start up innovative a luglio 2017, più di un quarto non ha un sito e chi lo ha o meglio nel 20% dei casi si rivela comunque non funzionante. Migliore, anche se non completamente, la situazione riguardante il fronte mobile, dove il 90% dei siti web funzionanti è ottimizzato anche per la visualizzazione da smartphone; peccato però questo dato sia compromesso da una velocità di caricamento pagine da smartphone, piuttosto lenta che si riverbera fatalmente su un’indicizzazione non adeguata, rendendo difficile, la loro reperibilità con i normali motori di ricerca.

Un paradosso, che non collima con l’era del digitale e dimostra come i passi da compiere siano ancora tanti, a maggior ragione se si pensa che il concetto normativo di start up innovativa, è stato istituito dal 2012.

I motivi per i quali è giusto preoccuparsi sono dovuti sostanzialmente al fatto che la concorrenza è globale e molto digitale, ma sopratutto agguerrita.  Un sito ottimizzato vuol dire sapere come farsi trovare. Vale per un giornale online ma anche per un servizio innovativo di e-commerce. Il restare analogico non vuol dire che non farai mai soldi nella vita, ma è la negazione di uno sviluppo fisiologico oltre che necessario. Una rivista scientifica specializzata magari non ha bisogno di un sito web, possono considerarsi sufficienti le pubblicazioni scientifiche e la conoscenza accademica. Se invece si possiede un prodotto o un servizio e si intende lanciarlo fuori dall’Italia, il passaparola tra addetti ai lavori potrebbe non bastare, non essere lo strumento più congruo per lo sviluppo dello stesso. La preoccupazione, l’allarme cui inducono questi dati è semplicemente, il timore legittimo di una mancata cultura digitale nel nostro paese e nelle start up innovative, nelle quali, invece, dovrebbe essere diffusa e presente già da tempo, come dimostra l’esempio virtuoso di alcuni paesi europei, in questo aspetto più all’avanguardia del nostro.

 

Gabriele Cerino

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