Francia regina dell’hi tech

I dati sono piuttosto eloquenti: Francia regina dell’hi tech. 

La corona potrebbe spettarle di diritto, favorita pure dalla dismissione produttiva nel settore da parte del Regno Unito, complice l’effetto della Brexit.  Per la prima volta in cinque anni, le start-up francesi hanno chiuso i contratti più finanziati in Europa, mentre la Germania è diventata la destinazione d’eccellenza per gli sviluppatori: i due paesi stanno iniziando a conquistare le posizioni migliori del Regno Unito nel settore tech, in seguito alla decisione di quest’ultimo di uscire dall’Ue.

La ricerca condotta da Atomico, la società di venture capital con sede a Londra che ha usato i dati di 3500 tra fondatori e investitori, ha riscontrato che le start-up del Regno Unito quest’anno hanno messo insieme 5,4 miliardi di dollari in finanziamenti, più del doppio di quelli andati alle società tecnologiche francesi.

In ogni caso, il numero complessivo dei contratti è stato inferiore, 728 rispetto ai 753 in Francia, segno che gli investitori intravedono sempre maggiori opportunità di investire in aziende early-stage del continente.

Il cambiamento è stato incoraggiato dall’agguerrita spinta data da Emmanuel Macron – la cui elezione a presidente della Francia era stata accolta con grande entusiasmo dal settore tech del paese – per attirare investimenti e lavoratori da Londra. Tra le misure che ha introdotto ci sono anche nuovi visti per invogliare personale straniero che già lavora nel settore tech. «La Francia è diventata una destinazione molto importante per gli imprenditori» ha detto Tom Wehmeier, capo della ricerca presso Atomico.

Anche altri paesi hanno messo gli occhi su questo settore. Kajsa Ollongren, vicesindaco di Amsterdam, dove hanno sede le sedi operative europee di Netflix e Uber, ha detto: «Ci siamo resi conto subito che la Brexit avrà un forte impatto, per lo più negativo, per il Regno Unito. E abbiamo pensato che di conseguenza le aziende o si trasferiranno o si espanderanno».

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